Biologico, non più un’opzione ma una priorità

Bernardo Pasquali

Chi si ricorda gli anni ’80 – ’90? Chi ricorda i sorrisini, le bocche storte, le smorfie quando si parlava di Biologico? Io me lo ricordo bene e probabilmente a volte anch’io sono caduto in questo atteggiamento snobistico nei confronti di chi si stava impegnando in quel settore.
spaghetti e mandolino
C’è anche da dire che il mondo del Bio in trent’anni è molto cambiato e la credibilità degli operatori è arrivata ad imporre un lifestyle che oggi è sempre più contemporaneo, se non di moda. Fa trendy affermare che “nel mio negozio vendo anche prodotti BIO”. Oppure sono in fase di conversione, come affermano numerosi produttori, convenzionali incalliti che, probabilmente un tempo, non avrebbero mai creduto di dover affermare una cosa simile.
Cambiare ci sta, le idee si rinnovano e ciò che è importante è che non sia solo una conversione opportunistica che ha valore solo commerciale, ma un vero e proprio cambio di rotta. Un nuovo approccio culturale alla Madre Terra. Detto questo bisogna affermare che in dieci anni il Bio in Italia è aumentato del 220%. Un dato che ha superato ogni aspettativa. McDonald’s e Coca Cola danno segnali negativi importanti. Addirittura si parla di dati allarmanti e di un crollo mondiale della fruizione di questo tipo di street food. Aumentano sempre più i consumi di insalata, cereali, prodotti salutistici e biologici. Anche nel settore del franchising sta aumentando la componente healthy e la ricerca di prodotti riconoscibili, sani, altamente digeribili.
I primi sei mesi del 2014 dicono che nella grande distribuzione i consumi del Bio sono + 17% con impennate del 73% di riso, pasta e sostituti del pane, +37% per prodotti come caffè, bevande, zucchero, +23,5% per gli aceti, + 19% per i mieli, +10% per frutta e verdura, +15% per biscotti, dolci e snack, +12% per uova, +80% per composte, confetture e marmellate. Pensiamo che la GDO copre solo il 27% della richiesta totale di Bio in Italia. Il resto viene dai negozi specializzati che nel Nord Italia sono 1277 con un incremento del 12%.
Si denota anche un potenziale di penetrazione nella popolazione con un incremento della fruizione del prodotto da parte delle famiglie. 6 famiglie su 10 acquistano Bio.
Un altro dato impressionante ce lo fornisce il gruppo Ecor NaturaSì che ha evidenziato un incremento di fatturato, a partire dal 2014, del 20% e la presenza sugli scaffali di più di 4000 prodotti, tra bio e biodinamici.
Forte incremento anche per latte e formaggi. Nel carrello il bio caseario aumenta del 3,20% nei primi 5 mesi del 2014.
Si sta aprendo il mondo dei free from, ossia di tutti quei prodotti “senza” qualcosa. Lattosio, glutine, additivi, conservanti… Le nuove generazioni stanno osservando un incremento sempre più veloce di intolleranze e allergie. Situazione verso le quali la produzione sta ponendo particolare attenzione con grossi investimenti nella riqualificazione degli ambienti e delle tecnologie.
Aumenta anche il Bio online con siti dedicati e prodotti che stanno aumentando sensibilmente sugli scaffali. Poi esistono anche iniziative più massicce come ad esempio il progetto www.spaghettiemandolino.it il nuovo portale di prodotti tipici regionali nato da un gruppo di giovani veneti, che sta puntando molto sul Bio e Biodinamico con un’ottica e un’organizzazione delle vendite attenta al mondo del free from e delle nuove tendenze contemporanee.

Tratto da http://bit.ly/1I6toM0