La Gdo italiana… focus sul 2016 aspettando il 2017!

Tratto da Osserva Italia by Cristina Lazzati

“Pensavamo che una volta definita l’offerta, fatto un buon lavoro di layout e costruito un bel punto di vendita avessimo fatto il 90% … adesso non basta più. Servizi, assistenza, accompagnamento del cliente, puntualità … tutto questo ora è altrettanto importante” così dichiarava Mario Gasbarrino, al Retail Forum, a fine novembre.
Non basta, ma molto è stato fatto e si sta facendo per un cliente sempre più esigente, sempre più al centro. Infatti, possiamo dire che nel 2016, la gdo italiana ha buttato il cuore oltre l’ostacolo e lo ha fatto con coraggio, pensiamo al pluripremiato Iper la grande i di Arese e a Il Centro, entrambi portano la firma di Marco Brunelli. Lo spazio ai freschi, ai banchi serviti, alle nuove tendenze alimentari, alle specialità che fanno di Iper la grande i un luogo di celebrazione del mangiar bene e di qualità.

Al Viaggiator Goloso, una boutique dedicata all’alimentazione di qualità, emanazione della marca premium a firma Unes, sempre del gruppo che afferisce a Brunelli, Finiper. Un’evoluzione della marca privata in una boutique del gusto e del viver sano. E, sempre rimanendo a U2 non dimentichiamo l’ingresso in AmazonPrimeNow, con un assortimento che si amplia giorno dopo giorno: una scelta coraggiosa, che sta portando i suoi frutti.

Pensiamo a Conad e al suo viaggio nelle città, all’introduzione di un posizionamento distante anni luce dai concetti di prezzo e promozioni, preferendo ad essi la comunità, evoluzione di “persone oltre le cose”. Alla battaglia per le liberalizzazioni, a quella per la cultura, il tutto premiato da risultati positivi anche in termini di incassi. Conad con le sue campagne pubblicitarie anch’esse pensate e fatte perché guardino alla società e non ai prodotti.

Il gruppo Carrefour che continua a sperimentare, dal format Gourmet, a Eat&Shop, agli Attrazione, al discount Sopeco, al market Urbano, fino all’ultimo nato, l’Express Urban Life, inaugurato nel weekend prenatalizio, accogliente, con il suo hub di lavoro, il bar, gli estratti pronti e il sushi griffato, nuovo e ancora una volta coraggioso e innovativo.

I più piccoli, come Vegè, portatrice dei primi super “parlanti” che fidelizzano in un modo completamente nuovo, i primi in assoluto ad approdare su Amazon con la loro marca del distributore, Delizie. O Crai che avvierà a breve la ristrutturazione dei suoi più piccoli formati in un’ottica convenience adeguatamente declinata. Coralis, gruppo ancora più piccolo, che ha lanciato un anno fa una selezione, etichètto, celebrazione di gusto made in Italy.

Impossibile non citare Coop, il primo gruppo della distribuzione in Italia, ma non per il suo super del futuro, di cui si è già tanto parlato, oggi realtà alla Bicocca, ma per il piccolo esperimento di gentrificazione di Reggio Emilia, un azzardo che ha dato i suoi frutti, fatto da giovani che hanno rinnovato con l’aiuto di un grande architetto un punto di vendita di frontiera e che oggi offre un’esperienza d’acquisto nuova, “bella” in un’area che riprende, anche grazie a loro, a respirare un’aria più pulita.

Anche Simply, gruppo Auchan ha dato il suo apporto, con il format City pensato per una generazione di persone più anziane, che hanno necessità diverse, che possono e devono esser aiutate in un atto sociale come quello di fare la spesa, nel modo giusto, rispettandole.

È vero, forse ci vuole ancora più coraggio, forse AmazonGo -il nuovo super di Seattle dove si può comprare senza neppure passare dalla cassa- è innovativo e lo sarà per alcuni momenti e per alcune persone, ma l’innovazione, quella vera, arriva e arriverà sempre dal negozio fisico e, finalmente, la gdo italiana ha ricominciato a dire la sua. Buon 2017!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *