E-grocery: entro il 2025 la vendita online di alimentari potrebbe valere 100 miliardi di dollari

Tratto da http://www.foodweb.it/

Non sarà forse il tramonto dei negozi fisici, né gli analisti ipotizzano uno scenario di netta contrapposizione tra l’e-commerce e il retail tradizionale. Lo conferma, del resto, anche la strategia multichannel portata avanti da due colossi della rete come Amazon e Alibaba. Ma, allo stesso tempo, negli Stati Uniti la corsa dell’e-grocery sembra destinata ad accelerare ulteriormente, tanto da scuotere alle fondamenta il mondo della distribuzione, più di quanto fosse stato previsto finora. Secondo un rapporto realizzato da Nielsen e dal Food Marketing Institute, infatti, considerando lo scenario più favorevole al digitale, entro il 2025 lo shopping online di generi alimentari veicolerà circa il 20% del mercato totale, quintuplicando i livelli attuali. Nel complesso, dunque, potrà contare su un giro d’affari vicino ai 100 miliardi di dollari e un tasso di penetrazione pari al 70% dei consumatori americani.

GLI SCENARI – Il trend di rapida affermazione del food online si conferma anche nella prospettiva più conservatrice esaminata dallo studio. In questo caso, ritenuto però meno probabile del precedente, la crescita del fatturato sarebbe del 9% all’anno, arrivando così nel 2025 a raddoppiare il market share, attestandosi a oltre 40 miliardi di dollari, contro i 20,5 attuali. In Italia, al confronto, l’ecommerce di prodotti alimentari e bevande vale 575 milioni di euro.

LA PENETRAZIONE – Il rapporto Nielsen-FMI evidenzia che, durante lo scorso anno, il 23% delle famiglie statunitensi ha acquistato cibo tramite le piattaforme elettroniche, rispetto al 19% del 2014. Osservando però la fascia dei millennials, la quota sale al 28%, aumentando di sette punti in appena due anni.

IL RUOLO DEI BIG RETAILER – La crescita vertiginosa dell’e-commerce nel food & beverage sarà sostenuta anche dai big retailer fisici. A cominciare da Walmart che, oltre all’acquisizione di Jet.com e al lancio di un piano di investimenti dedicato, vanta tra l’altro anche un accordo strategico con Uber. Kroger, invece, conta su un’offerta composta da circa 40mila referenze, compresi i prodotti freschi e le private label, che viene costantemente aggiornata seguendo le richieste dei clienti.